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PPWR: la nuova era del packaging europeo è iniziata il 12 agosto 2026

Scritto da Packstyle | Sep 16, 2026, 1:30:02 PM

Per le aziende e i professionisti del settore degli imballaggi, il 12 agosto 2026 ha segnato un passaggio importante. È infatti il giorno in cui il Regolamento (UE) 2025/40, noto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), è diventato pienamente applicabile in tutti gli Stati membri, introducendo nuove regole destinate a incidere sulla progettazione, sulla produzione e sulla gestione degli imballaggi.

Questa volta non si tratta dell'ennesimo adempimento burocratico da gestire, ma di un vero e proprio cambio di paradigma. Il PPWR ridefinisce il modo in cui gli imballaggi vengono progettati, prodotti, etichettati e comunicati, coinvolgendo tutti gli attori della filiera: dai produttori agli utilizzatori, fino alle aziende che acquistano packaging per confezionare e commercializzare i propri prodotti.

In questo articolo analizziamo i principali cambiamenti introdotti dal PPWR e il percorso che Packstyle ha intrapreso per anticipare i nuovi requisiti normativi.

 

Perché l'Europa ha deciso di intervenire

L'adozione del PPWR segna un'importante evoluzione della normativa europea sugli imballaggi. Il Regolamento sostituisce la Direttiva 94/62/CE del 1994, che per oltre trent'anni ha costituito il principale riferimento in materia di imballaggi e rifiuti di imballaggio, ma che la Commissione europea ha ritenuto non più sufficiente per sostenere gli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano d'azione per l'economia circolare.

I dati della Commissione europea evidenziano la portata della sfida: il settore degli imballaggi rappresenta oggi uno dei principali ambiti di impiego di materie prime vergini. Nell’Unione europea, circa il 40% delle materie plastiche e il 50% della carta utilizzate sono destinati alla produzione di imballaggi. Un comparto che genera inoltre il 36% dei rifiuti solidi urbani europei e il cui consumo continua a crescere a un ritmo superiore rispetto al PIL. A fronte di questa crescita, i tassi di riutilizzo rimangono ancora limitati e aumenta la quota di imballaggi che non può essere efficacemente riciclata.

A questo si aggiunge un problema di frammentazione: ogni Stato membro aveva sviluppato negli anni proprie regole su etichettatura, definizioni di riciclabilità, responsabilità estesa del produttore, creando ostacoli al funzionamento del mercato unico. Il PPWR nasce quindi con un duplice obiettivo: armonizzare le regole in tutta Europa e spingere concretamente verso un packaging più sostenibile, in linea con la gerarchia dei rifiuti: prima prevenzione, poi riutilizzo, infine riciclo.

È importante sottolineare che l’Italia parte da una posizione virtuosa: il sistema nazionale di gestione dei rifiuti di imballaggio, fondato sul modello consortile EPR (Responsabilità Estesa del Produttore), è da anni considerato tra i più avanzati ed efficienti in Europa e ha già raggiunto, con largo anticipo, gli obiettivi di riciclo previsti per il 2025 e il 2030. Un risultato che testimonia l’efficacia del percorso intrapreso dal nostro Paese e di cui possiamo essere orgogliosi. Questo importante traguardo, tuttavia, non esonera le imprese dagli obblighi introdotti dal nuovo Regolamento, che interviene direttamente sulle caratteristiche del prodotto-imballaggio, dalla progettazione alla riciclabilità, fino alle informazioni da fornire lungo la filiera.

 

Cosa cambia concretamente per il packaging

A differenza della precedente Direttiva, che gli Stati membri dovevano recepire attraverso normative nazionali (in Italia il riferimento è il D.Lgs. 152/2006), il PPWR è un Regolamento europeo: si applica direttamente e in modo uniforme in tutti i 27 Paesi dell’Unione, senza la necessità di un recepimento nazionale e con margini di adattamento molto più limitati.

Il testo è articolato e complesso, comprende 71 articoli e 13 allegati, ma i punti che riguardano più da vicino chi progetta e produce imballaggi si possono riassumere così:

  • Sicurezza dei materiali e sostanze soggette a restrizioni
    Il Regolamento introduce limiti più stringenti per alcune sostanze considerate critiche, come piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente, fissando una soglia massima complessiva di 100 mg/kg. Vengono inoltre introdotti nuovi obiettivi relativi alla presenza di PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti, in linea con il principio di maggiore tutela della salute e dell'ambiente.
  • Progettazione per la riciclabilità
    Uno dei pilastri del PPWR è il principio del "Design for Recycling": dal 2030 un imballaggio potrà essere considerato riciclabile solo se sarà progettato per essere effettivamente riciclato, raccolto attraverso sistemi di raccolta differenziata efficaci e trasformabile in materie prime seconde di qualità adeguata su scala industriale.
  • Uso di materiale riciclato
    Il Regolamento stabilisce inoltre obiettivi progressivi di contenuto minimo di materiale riciclato post-consumo negli imballaggi in plastica, incentivando la transizione da un modello basato sull'impiego di materie prime vergini verso un modello più circolare.
  • Riduzione del peso e del volume degli imballaggi
    Il PPWR introduce anche requisiti di minimizzazione: peso e volume dell'imballaggio dovranno essere limitati a quanto necessario per garantire la protezione e la funzionalità del prodotto. Vengono quindi contrastati i fenomeni di overpackaging, come confezioni sovradimensionate, doppi involucri o spazi vuoti non giustificati nei packaging secondari e terziari.
  • Riutilizzo e compostabilità
    Specifici requisiti vengono introdotti per gli imballaggi progettati per essere riutilizzati più volte e per quelli destinati al compostaggio, con l'obiettivo di favorire soluzioni coerenti con i principi dell'economia circolare.
  • Nuove regole per etichette e comunicazione ambientale
    Il Regolamento prevede inoltre un sistema armonizzato di etichettatura europea: entro il 2028 sarà introdotta una simbologia comune basata su pittogrammi, pensata per fornire informazioni più chiare sulla composizione e sulla corretta gestione del fine vita dell'imballaggio.

Parallelamente, il PPWR interviene sul tema delle dichiarazioni ambientali: termini come "riciclabile", "sostenibile" o "a basso impatto ambientale" potranno essere utilizzati solo se supportati da adeguate evidenze tecniche verificabili, rafforzando il contrasto alle comunicazioni ambientali non dimostrate.

 

Packstyle: il ruolo di fabbricante secondo il PPWR

Secondo le definizioni del Regolamento (UE) 2025/40, Packstyle rientra nella figura del "fabbricante" di imballaggi: progetta e realizza soluzioni di packaging destinate alla vendita monouso, nelle quali prodotto e imballaggio vengono concepiti come un'unica unità di vendita, con la funzione di proteggere il contenuto fino al momento del consumo.

Questo ruolo comporta responsabilità precise lungo tutto il ciclo di vita dell'imballaggio. Packstyle ha anticipato questi requisiti integrandoli nei propri processi produttivi e nei sistemi di gestione, così da garantire un approccio strutturato alla conformità normativa.

A partire dal 12 agosto 2026, in qualità di fabbricante, Packstyle ha dovuto:

  • garantire l’immissione sul mercato esclusivamente imballaggi conformi ai requisiti di sostenibilità ambientale previsti dal PPWR;
  • assicurarsi che ogni tipologia di imballaggio sia sottoposta alle procedure di valutazione della conformità previste dall'Allegato VII del Regolamento, predisponendo e conservando i relativi Fascicoli Tecnici;
  • applicare procedure di controllo sistematiche per assicurare che la produzione in serie mantenga nel tempo il rispetto dei requisiti previsti dal Regolamento (UE) 2025/40;
  • fornire ai clienti la Dichiarazione di Conformità UE, redatta secondo quanto previsto dall'articolo 39 e dall'Allegato VIII del PPWR;
  • conservare la documentazione tecnica e la Dichiarazione di Conformità per cinque anni dalla data di immissione sul mercato dell'imballaggio, rendendola disponibile alle Autorità Competenti in caso di richiesta;
  • garantire la tracciabilità degli imballaggi attraverso l'identificazione del lotto o del numero di serie, come previsto dall'articolo 15 del Regolamento;
  • rendere identificabile il fabbricante attraverso un supporto dati, come un QR code aperto e standardizzato o altra soluzione equivalente, riportando denominazione, indirizzo postale e recapiti elettronici.

Si tratta di un impegno che va oltre il semplice adempimento normativo: significa applicare all'imballaggio un sistema strutturato di gestione della conformità, basato su procedure documentate, controlli continui e tracciabilità di ogni fase del processo produttivo.

 

Cosa significa per i clienti Packstyle

Il punto più importante per chi acquista un imballaggio è che il PPWR non rappresenta un semplice adeguamento formale, ma introduce requisiti concreti che ogni soluzione di packaging dovrà rispettare per poter essere immessa sul mercato europeo. A partire dal 12 agosto 2026, gli imballaggi non conformi alle nuove disposizioni non possono essere commercializzati, con possibili conseguenze che includono controlli, limitazioni alla vendita e procedure di ritiro dal mercato.

Per le aziende che utilizzano packaging per i propri prodotti, questo significa la necessità di scegliere partner in grado di anticipare il cambiamento e garantire materiali, processi e documentazione coerenti con il nuovo quadro normativo. Affidarsi a un partner che ha già intrapreso questo percorso permette alle aziende di affrontare la transizione normativa con maggiore sicurezza, disponendo di materiali, documentazione e supporto tecnico adeguati.

Packstyle ha intrapreso da tempo un percorso di adeguamento ai nuovi requisiti, lavorando sull'evoluzione dei materiali, sulla valutazione delle caratteristiche tecniche, sulla raccolta della documentazione necessaria e sui sistemi di tracciabilità. Un impegno che nasce dall'obiettivo di offrire ai propri clienti un supporto concreto in una fase di profonda trasformazione del settore, mettendo a disposizione soluzioni di packaging progettate secondo i principi di riciclabilità, sicurezza e circolarità.

Il PPWR rappresenta una sfida per tutto il settore, ma anche un'opportunità per ripensare il packaging in chiave più sostenibile, trasparente e circolare. Packstyle continuerà a supportare i propri clienti mettendo a disposizione competenze tecniche, innovazione e soluzioni sviluppate per rispondere alle esigenze del packaging di domani.